La famiglia TrasloService: Francesco.

Da quando la nostra famiglia TrasloService ha iniziato a reclutare nuovo personale, ho pensato che fosse necessario presentare a tutti i nostri clienti, chi sta dietro le pagine social, le e-mail, […]

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Da quando la nostra famiglia TrasloService ha iniziato a reclutare nuovo personale, ho pensato che fosse necessario presentare a tutti i nostri clienti, chi sta dietro le pagine social, le e-mail, la scrivania o al telefono. Così ho inviato al mio collega Francesco Boi, l’ultimo arrivato in famiglia, una serie di domande …  Quindi, bando alle ciance, vi lasciamo a Francesco. Buona lettura!

Raccontaci un po’ di te. Della tua vita prima di arrivare alla TrasloService.

– Provengo da una lunga esperienza nel mondo alberghiero iniziato  in Sardegna con alberghi di piccola misura e prettamente stagionali fino ad arrivare a coprire ruoli manageriali nel settore F&B e eventi per alberghi 5 stelle lusso e di note catene alberghiere sia a Roma che a Londra. 

 

Quando e perché hai deciso di andare a Londra?

– Da sempre ho avuto l’esigenza di spostarmi a Londra perché la vedevo come meta per inseguire una carriera professionale ma, gli studi mi hanno legato per tanti anni all’Italia. Poi nel 2012 con un lavoro a tempo indeterminato e con una posizione da manager in uno degli alberghi più in voga di Roma nella via della Dolce Vita ho deciso di partire. Così di lì a poco sono partito per Londra abbandonando la sicurezza lavorativa, una casa e una città che adoravo e ancora adoro che è Roma. Il perché onestamente era legato all’inglese, nonostante parlassi la lingua non ero felice del livello raggiunto nonostante corsi anche abbastanza costosi. In realtà poi, ci sono stati altri motivi: quello della carriera, della meritocrazia, dell’ordine, del rispetto per il prossimo e del non sentirsi solo un numero. 

Com’è stato e come vivi la lontananza dalla tua terra?

– La lontananza dalla mia terra a distanza ormai di 10 anni è sempre un “problema”; mi mancano tanto la famiglia, gli amici, il cibo, il clima e il bel mare. Purtroppo non si può avere tutto dalla vita e così ho accettato il compromesso del cielo grigio e del freddo che però poi, ti dico, ci fai l’abitudine. La lontananza ti insegna soprattutto una cosa: amare ancora di più la tua terra e apprezzarne ogni suo aspetto.

Pensi che la Brexit influirà sulla scelta di quei giovani che sognano di andare a vivere in Gran Bretagna?

– Guarda, onestamente, se uno viene con la voglia di lavorare e di essere produttivo per questo paese, lavorando seriamente e pagando le tasse, non lo vedo un ostacolo.

Cosa suggerisci a chi vorrebbe trasferirsi a Londra o in Uk in generale?

– Io consiglio sempre di armarsi di tanta e tanta pazienza, tanta forza, tanta determinazione e di voglia di fare; di prefissarsi delle mete da raggiungere perché sono indispensabili per stare in piedi a Londra ed essere competitivo sempre. Poi aggiornarsi sempre, Londra é una giungla e la meritocrazia ha il ha due facce opposte: se non stai al passo coi tempi, la sostituzione é dietro l’angolo ma, se vali, ti porta a realizzare i tuoi sogni.

Com’ è stato l’impatto con la tua nuova mansione?

– All’inizio spaventatissimo per via della non conoscenza del lavoro… a distanza di due mesi non é poi così diverso da quello che facevo prima.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

– La carriera per me è al primo posto e vorrei crescere nel settore.

Pensi che tornerai in Italia o ormai la tua vita è lì?

– Guarda, ci penso e non lo nego ma poi, quando mi soffermo ad analizzare tutto, forse é il caso per ora di tornare, molto volentieri, in vacanza.

Grazie a Francesco per la pazienza e per aver risposto alle domande.

Chi sarà il prossimo? Lo vedrete tra due settimane!

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